spirito natalizio

Bene, siamo quasi pronti al ritorno in Patria e celebrare il Natale come si dovrebbe. Tuttavia prima di tornare in Italia per riabbracciare tutti, ho dovuto/devo confrontarmi con una lista di piccole grandi cose:

  • Scrivere report del Motor Show di Tokyo (in Giapponese) -> fatto anche se devo ammettere che ho chiesto un piccolo aiutino ad una mia conoscenza. Per fortuna non c’erano indicazione su lunghezza né tema
  • Dare l’esame di giapponese più difficile per gli stranieri N1: una grossa bufala sia per i contenuti trattati, sia per quanto sia molto poco indicativo del livello del giapponese dell’individuo -> fatto lo sforzo di partecipare anche senza motivazione
  • Aggiungere alla patente giapponese il segno per le moto di grossa cilindrata, cioè affrontare questo percorso (che comprende passare su un piccolo ponte sopra un certo tempo, partire in salita, alzarsi in piedi e fare un numero di dossi e bla bla) con tempistiche, punteggio… -> fallito miseramente *

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Ma la lista più importante è quella delle cose da fare per trovare lo spirito natalizio:

  • Fare un giro con la propria ragazza in Duomo e vedere l’albero di Natale -> la ragazza ce l’ho ma per ora sono andato solo a Roppongi in un posto suggestivo chiamato Midtown ricco di lucine e pubblicità
  • Creare playlist di canzoni di Natale, ma di quelle serie, quelle di una volta -> ok, ce la posso fare
  • Andare a pattinare -> dovrei riuscire per questo weekend
  • Mangiare pandoro -> ma lo vendono?
  • Fare albero e riempire la casa di angeli, renne e tutti ciò che c’entra con il Natale -> purtroppo mettere qualcosa qui dentro potrebbe comportare che io debba stare fuori, mi sono permesso il lusso di attaccare qualche sticker ai muri
  • Vedersi una carrellata di film di Natale, possibilmente con qualcuno -> devo trovare i sottotitoli che è un mestiere estremamente difficile dato che qui i dvd si affittano e non si scaricano. C’è sempre Amazon Video che è un servizio comodo e sempre più ricco di titoli, ma nell’ultimo periodo per un motivo o per l’altro ho visto solo film violenti
  • Bersi cioccolata calda/grog davanti al camino con una persona speciale -> mmm non so se il condizionatore valga, ma il grog c’è stato
  • Scrivere una storia di Natale -> dovrei riuscire a pubblicarla a breve

Bene miei cari amici, spero di vedervi presto qui. Che possiate approfittare di questa festa per rinnovare il vostro spirito e trascorrere piacevolmente il vostro tempo. Per quanto contornata da critiche e gesti forse un pò inutili, è comunque un evento a me caro, forse per i bei ricordi che conservo del passato. Quindi anche se in anticipo, Buon Natale a tutti.

IMMAGINE: http://blog.livedoor.jp/tsumuji_special/archives/cat_50039704.html
*Anche con la nuova direttiva Europea che ha cambiato gli esami in Italia con prove simili, noi ce lo scordiamo un esame di questa portata
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le vacanze non servono

In questo periodo vissuto a Tokyo sono stato occupato all’estremo, tanto da non riuscire a fare delle cose che avrei voluto fare. Però è grazie a questo che ho ho ridefinito il mio concetto di “vacanza” e vorrei condividerlo con voi, miei cari amici.

Su Wikipedia ancora viene declassata come una “nota disambigua” che poi rimanda al concetto di ferie.

“Che ansia. Sebbene il significato sia corretto, nella parola “vacanza”, o meglio “ferie”, ci deve essere dentro la parola “lavoro”: ma allora che vacanza è?” scrivevo nel 2012.

Solo perché vedevo il lavoro (università) come una forzatura, non come “vivo per lavorare” ma un “lavoro per vivere”, come accade spesso. Ci si arrende a fare la cosa che non piace per la sicurezza di uno stipendio, la solidità di un futuro, che seppure mediocre è sempre più certo che incerto.

Ma pensandoci bene le vacanze non dovrebbero esistere. Almeno in teoria.

Perché se si ama quello che si fa, la vita che si conduce, non c’è bisogno di fare altro.

Intendo nella giornata di ventiquattro ore, non solo a lavoro.

Ho scoperto quanto non sopporti “essere in vacanza” inteso come fare niente, improduttività. Non voglio dormire per lasciare passare il tempo, ma fare mille cose. Non voglio aspettare passivo che le possibilità si creino per me, ma voglio aprirle io con queste mani. Non voglio vivere in una condizione di insoddisfazione, ma impegnarmi per cambiare le cose, tassello per tassello. Come invece fanno molti.

Non è che un azione è uno spreco di tempo o no a prescindere. Ad esempio giocare ai videogame dove non si impara niente, privi di storia, come la maggior parte dei giochi a cellulari che vedo fare, è per me un inutile spreco di tempo. A meno che non ci siano ragioni più importanti come rilassarsi o cancellare stress.

Prima dicevo almeno in teoria per trarvi un trappola. So che c’è chi tra di voi chi già starà pensando: “è sì, i sogni di un ragazzino che non ha ancora iniziato a lavorare”, “ma poi le cose non sono tutte bianche o nere, c’è un lavoro che può piacere in parte e in parte essere molto noioso” oppure “carino questo post, belle parole ma solo in teoria, io non posso cambiare niente e inoltre sono mediamente soddisfatto”.

A questo proposito vi vorrei far notare due cose:

1 C’è chi ce l’ha fatta. C’è chi ha fatto della sua passione il suo motivo di vita, tra ballerini che viaggiano il Mondo o filmmaker di successo che sono partiti vivendo in un camper, o Revel. Quando “farcela” non significa sempre, ma può variare a seconda del periodo.

2 In fin dei conti, provate a rispondere a questa domanda: “non vedo l’ora di andare in vacanza?”.

 

 

E in profondo saprete già da che parte state.

 

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IMMAGINE: http://stevenfields.deviantart.com/art/holiday-339635312

 

 

pensieri da spiaggia

Vi piace arrivare in spiaggia la mattina, quando tutto è ancora calmo e sentire il profumo delle creme oltre a giocare con le onde, fare castelli di sabbia e passeggiare con i piedi a mollo?

Bhè, e se quel quadretto di voi felici in spiaggia fosse stato disegnato grazie al sacrificio di molti? Non vi è mai capitato di avvertire qualcosa di inquietante? Ad, esempio, vi siete mai chiesti perché mai ci dovrebbero essere così tanti conchiglie e così pochi molluschi verso riva?

Una Guerra Mondiale dei molluschi è l’unica spiegazione plausibile, e deve essere stata davvero cruenta, altrimenti non si spiega questa strage. Cozze nere contro Vongole succose, nemici storici.

Le Cozze nere, rinomate per la loro crudeltà, si sono approfittate della loro stazza per sovrastare le Vongole, le quali, prese dal panico, hanno chiesto aiuto ai Paguri.

non possiamo entrare in guerra senza l’aiuto delle Lumache

ma perché? sono lente, fifone, e pure viscidose?

si.. ma sono buone fritte

è stata la triplice alleanza tra le Vongole succose, i Paguri truculenti e Lumache viscidose a porre fine alla guerra, e da quel momento che è possibile fare il bagno allegramente senza il rischio di essere coinvolti in una guerra.

Poi c’è tutta quella sabbia.. Ma chi ce l’ha portata? Dell’acqua non mi stupisco, alla fine ci insegnano tutta la storia del ciclo idrologico e bla bla. Il problema è questo, milioni di bambini strillanti che corrono per tutte le spiagge del mondo, ai milioni di milioni di granelli che portano con loro fino al bagno della camera di hotel o all’appartamento in affitto. La sabbia dovrebbe essere già esaurita da qualche centinaio di anni, e invece no.

Grosse somme girano grazie ad un segretissimo racket: i proprietari delle spiagge devono accaparrarsi la loro razione di sabbia giornaliera se vogliono mantenere il loro pezzetto di spiaggia intatta. Pensate quante persone sono morte per farci leggere un libro stesi su uno sdraio, per qualche partita a biglie e per quella vittoria all’impiccato.

Insomma tutti quei castelli di sabbia, monumenti inneggianti la guerra tra molluschi e il sacrificio umano, paguri sopravvissuti che si aggirano terrorizzati tra pile di morti, bagnini che mettono in pericolo la loro vita ogni giorno.

Come divertirsi quando si è consapevole di tutto questo? come fare a calpestare tutti quei morti mentre si gioca a racchettoni? come annusare quell’odore di morte camuffato dal mare?

Quando si stacca dal proprio impegno, la mente è libera di esplorare sentieri inesplorati, capita quindi spesso che ci si trovi a ragionare su argomenti assolutamente strambi, giustificati dal semplice fatto di essere in vacanza e quindi di poterselo permettere.

Normalmente si trova la strada più facile per risolvere problemi che distolgono tempo dagli obiettivi principali, invece ogni tanto ci sta lasciarsi trasportare dalla propria mente, per vedere fino a che punto può arrivare, per rispondere ad una domanda o solo per il gusto di perdersi nei suoi meandri.

Quali sono i vostri pensieri da spiaggia invece?

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FONTI l’immagine http://it.123rf.com/photo_6087235_uomo-anziano-e-la-costruzione-di-un-castello-di-sabbia-sulla-spiaggia-con-i-giocattoli-in-plastica.html