importanti cambiamenti

E’ trascorso più di un mese da quando non torno qui. E’ stato più di un mese pieno di avvenimenti che hanno portato a grossi cambiamenti.

Sono passato dall’essere studente in una grossa città all’essere un impiegato in un posto relativamente sperduto. Da un certo punto di vista, ho rispettato le promesse che avevo fatto a voi, miei cari amici, e a me stesso.

Eppure sta a pochi articoli di distanza la storia che vi raccontai sui fiori di ciliegio, eppure un’altro anno è volato.

E questi sakura sono stati molto diversi, un poco più solitari, fugaci, per di più sbocciati con una pessima tempistica. Quando ho tentato di scovarli, bramandoli, non c’erano; quando poi mi sono presentato di corsa, col fiatone, erano già andati. Come se tutto fosse accaduto in un battito d’ali, e mi sono sentito ignaro ed impotente. Ed estremamente triste.

Perché anche una persona a cui avevo dato appuntamento, come sakura se ne è andata. Un persona che mi accolto come un figlio donandomi un amore inestimabile, costante, impeccabile. E non lo dico perché è la mia nonna, o perché non c’è più. Ma perché non ho mai avuto un ombra di dubbio al riguardo.

Alla fine ho scelto di allontanarmi, ma dal momento che sono arrivato in Giappone, è sempre stata il mio più grande rimorso.

Da una parte sono contento che sia andata così. D’altra parte mi sento come se una grossa parte di me se ne sia andata con lei: un grande vuoto che solo il tempo può alleviare, ma che nessuno potrà mai colmare.

Come sakura se ne è andata la più accanita lettrice di questo blog. Quante volte hai ascoltato le mie parole, quante volte sei passata qui. Questa storia è dedicata a te, mia cara nonnina.

 

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un saggio insegnamento da un passato lontano

Scartabellando tra i vecchi quaderni di studio ho trovato questa traduzione di una versione di Latino, purtroppo ero pigro e sbadato anche da piccolo, quindi non ho lasciato tracce di autore e testo. Mi ricordo che c’erano quei compagni che scrivevano perfino data: bhà, secondo me non serve mi dicevo. Per fortuna mi è bastato fare una piccola ricerca su Internet per ritrovare ogni informazione.

Spero che vi piaccia, come è piaciuta a me.

“Quam ob rem si quem forte inveneritis, qui aspernetur oculis pulchritudinem rerum, non odore ullo, non tactu, non sapore capiatur, excludat auribus omnem suavitatem, huic homini ego fortasse et pauci deos propitios, plerique autem iratos putabunt. Ergo haec deserta via et inculta atque interclusa iam frondibus et virgultis relinquatur; detur aliquid aetati; sit adulescentia liberior; non omnia voluptatibus denegentur; non semper superet vera illa et derecta ratio; vincat aliquando cupiditas voluptasque rationem, dum modo illa in hoc genere praescriptio moderatioque teneatur: parcat iuventus pudicitiae suae, ne spoliet alienam, ne effundat patrimonium, ne faenore trucidetur, ne incurrat in alterius domum atque famam, ne probrum castis, labem integris, infamiam bonis inferat, ne quem vi terreat, ne intersit insidiis, scelere careat; postremo, cum paruerit voluptatibus, dederit aliquid temporis ad ludum aetatis atque ad inanes hasce adulescentiae cupiditates, revocet se aliquando ad curam rei domesticae, rei forensis reique publicae, ut ea, quae ratione antea non perspexerat, satietate abiecisse, experiendo contempsisse videatur.”

“…se per caso avete trovato qualcuno che respinge dagli occhi la bellezza della natura, che non sia affascinato da nessun odore, non dal tatto, non dal sapore, che escluda dalle orecchie ogni soavità, a quest’uomo io e forse pochi crederemo propizi gli dei. Dunque sia lasciata questa via deserta, incolta e ostacolata da rami e virgulti; sia concesso qualcosa all’età, sia più libera l’adolescenza; non tutto sia negato ai piaceri, non sempre sia superiore quella vera rettitudine, vincano una buona volta il desiderio e il piacere sulla ragione, purché quella regola e moderazione in questo ambito si conservino, la gioventù rispetti il proprio pudore, non privi quello di altri, non sperperi il patrimonio, non sia sopraffatta dall’usura, non irrompa nella casa e nella fama di un altro, non imponga il disonore alle persone pure, la vergogna alle persone rette e l’offesa ai buoni, non spaventi con la forza qualcuno, non si ritrovi in mezzo ai pericoli, si tenga lontano dal delitto; infine, dopo aver soddisfatto i piaceri, dopo aver dedicato qualche tempo al gioco della giovinezza e a questi grandi desideri dell’adolescenza, richiami una buona volta sé all’impegno e alla responsabilità della famiglia, degli affari della giustizia e di Stato, perché sembri che abbia rifiutato per la sazietà cose che prima non aveva colto con la ragione e le abbia disprezzate facendone esperienza.”

Wow.

Direi che è un più che buon modo per iniziare quest’anno.

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FONTI:
IMMAGINE: Phanteon a Roma http://www.history.com/
TESTO: Pro Caelio di Marco Tullio Cicerone

PS: ho controllato una traduzione più ufficiale e probabilmente più affidabile della mia, il significato attribuibile alle ultime due frasi è leggermente diverso. Ma d’altronde, chi parafrasa o traduce non è di per sé stesso un autore?

Cose da fare prima di lasciare questo mondo, magari anche nel 2015

Aggiorno la mia lista delle cose da fare prima di lasciare questo mondo, perché l’ho già fatto qui e qui. Diciamo che poi colgo il nuovo anno alle porte per fare anche un pò di propositi.

  • Visitare il deserto di Paranal! (questo è rimasto immutato)
  • Imparare a disegnare (ho iniziato a fare qualcosa)
  • Imparare ad ascoltare la classica (sarebbe davvero figo)
  • Innamorarsi del mio lavoro (quello part-time non conta vero?)
  • Finire una caramella gommosa senza masticarla (sono passati anni di prove, ma ancora non ci sono riuscito)
  • Uplodare su Youtube un video con almeno 5000 visualizzazioni (non avevo idee quando ho scritto questa cosa, ma adesso potrei parlare di mille cose)
  • Finire come si deve Final Fantasy VII (non gioco quasi più ai videogame, ma ci conto ancora)
  • Imparare a fotografare bene
  • Tornare nei boschi del Trentino

Obiettivi in completamento

  • Imparare ad osservare lo Spazio o andarci direttamente. Ok, facciamo che inizio con la prima (qui sto gettando le basi per farlo)
  • Sentirmi realizzato per aver realizzato un mio progetto (progetto “Giappone” conta vero?)

Obiettivi da modificare / cancellare

  • Vincere un buon contest di popping -> riprendere ad allenarsi costantemente (mi basta questo per ora)
  • Imparare a rispondere male a quelli che mi dicono qualcosa sulla mia altezza -> non serve (perché li capisco e non sono scortesi quando me lo dicono)
  • Rendere orgogliosa la mia famiglia -> io pensavo bastasse finire l’uni bene e in tempo, ma non si può concretizzare in una cosa. C’è sempre un nuovo ostacolo. Quindi direi che per ora resta fuori dalla lista.

Obiettivi completati

  • Imparare il Giapponese di base
  • Guardare Naruto (e finalmente dovrebbe finire dopo un paio di puntate ancora)
  • Imparare a cucinare bene il Sushi (ok, non bene ma sono capace)

Nuovi obiettivi

  • Imparare il Giapponese avanzato, che rientra nella categoria “migliorare la mia vita a Tokyo” insieme ad altri piccole grandi cose da fare

Una piccola conclusione: ricordo quando ho scritto la seconda volta questi obiettivi, in realtà non stavo facendo quasi niente di quello che veramente avrei voluto fare. Invece adesso mi sento sulla strada giusta.

Naturalmente “quello che conta è il viaggio non la meta”  ma senza la giusta meta non può esserci il viaggio.

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E voi? Siete in vena di fare nuovi propositi?

Buon anno a tutti, miei cari amici.

IMMAGINE: Deviant Art ancora http://xxxnicolettexxx.deviantart.com/art/Objective-265063378

narcisismo al 2013

Partito con la convinzione che Università, l’istituzione per eccellenza di ricerca e attività culturale, dovesse ospitare una maggioranza di membri con un briciolo di responsabilità e di comprensione.

Dopo cinque anni di frequenza posso affermare con certezza che consapevolezza intellettuale non è uguale ad altruismo e sensibilità, e oserei dire anche intelligenza.

Dalla parte degli studenti: insulti ai professori, prese di posizioni fuori da ogni limite (o forse adatte al giorno d’oggi) e via così, e tutto ad alta voce, come se anche il pudore, il senso di colpa, il pentirsi non facessero più parte della nostra cultura.

Dalla parte dei professori: c’è chi si accanisce contro qualcuno, chi non si rende conto delle frasi che dice a uno studente, e chi gioca al barone nel castello senza nessun rispetto per i suoi schiavi.

Quello che non credo di aver capito è se si tratti di menefreghismo radicato oppure di egocentrismo accecante. Le due cause sono ben diverse perché la prima è consapevole delle conseguenze delle sue azioni verso il prossimo, ma nonostante questo procede in quella direzione, egocentrismo è da immaginarsi come una grande nebbia che non permette di vedere al di là del proprio naso.

Preferisco credere che sia la seconda.

Però non posso fare a meno di storcere il naso quando la signora alla radio racconta orgogliosa di avere fornicato nella cabina con un signore. Mentre la moglie era sullo sdraio.

Eh diamine l’egocentrismo non basta per farti dire queste cose, c’è bisogno di una buona dose di menefreghismo quando le conseguenze sono così evidenti, unito a questo bisogno di vantarsi con chi non si conosce di qualunque delle proprie azioni, dalla passeggiata al bagno a scoparsi il marito di qualcun altro.

Se Dio esistesse e fosse un grande psicoanalista, di sicuro direbbe che la patologia più comune nell’uomo è il narcisismo e la conseguenza più evidente è lo spreco di parole, inoltre il Paradiso sarebbe un grande manicomio.

Dare ai propri problemi e a quelli altrui importanza, come se la nostra storia fosse un piccolo tesoro, da custodire e da aprire ai propri amici è davvero speciale. Per non parlare di arricchire la nostra mente e la nostra vita piuttosto che dare fiato alle trombe.

Sarete d’accordo con me, miei cari amici,  quando dico che arte, vita, natura, sapere, amore.. sono doni così straordinari, sono cose così belle e potenti che non si dovrebbe essere bombardati in continuazione da questi atteggiamenti.

Come si arriva a questo punto?

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Sembrerà strano dirlo, ma questo diagramma non mi stupisce niente.

Ora pensate quante volte si ripete la parola “cacca” dentro Internet.

FONTI:
http://blog.qmee.com/qmee-online-in-60-seconds/

Cose da fare prima di lasciare questo mondo (aggiornamento)

Aggiorno la mia lista delle cose da fare prima di lasciare questo mondo.

  • Visitare il deserto di Paranal! (per ora solo foto e video)
  • Innamorarsi del mio lavoro (non ne ho uno)
  • Finire una caramella gommosa senza masticarla (mi serviranno ancora anni di esperienza)
  • Vincere un buon contest di popping (non sto più ballando per un infortunio)
  • Uplodare su Youtube un video con almeno 5000 visualizzazioni (e cosa ci metto, io che studio?)
  • Finire come si deve Final Fantasy VII (occasionalmente gioco a Skyrim)
  • Imparare a cucinare bene il Sushi (però ne ho mangiato tantissimo)
  • Sentirmi realizzato per aver realizzato un mio progetto
  • Imparare a fotografare bene
  • Tornare nei boschi del Trentino
  • Imparare a rispondere male a quelli che mi dicono qualcosa sulla mia altezza (proprio ieri una signora mi ha detto 2,03 2,04 o 2,07 metri? io la volevo mandare a quel paese ma non ci sono riuscito)

Obiettivi in completamento

  • Imparare ad osservare lo Spazio o andarci direttamente. Ok, facciamo che inizio con la prima (qui sto gettando le basi per farlo)
  • Rendere orgogliosa la mia famiglia (sono al 90%)

Obiettivi completati

  • imparare a fare la spesa 

non è vero questo non c’era, era solo per vedere se eravate attenti.

Obiettivi nuovi:

  • Imparare il giapponese (almeno una buona base)
  • Imparare a disegnare (ho iniziato a fare qualcosa)
  • Guardare Naruto (wikipedia dichiara 220 episodi)
  • Imparare ad ascoltare la classica (sarebbe davvero figo)

Ad occhio e croce direi che non ho ancora fatto un cavolo di quello che mi sono prefissato. Non perché sono pigro, ma perché ho davanti un ostacolo abbastanza alto che va superato e non posso dedicare il tempo che vorrei ad altre cose.

Bene o male, vista la mia età, XXIII anni (ah, non vanno più di moda i numeri romani?) dovrei avere ancora del tempo per realizzare queste cose, una cosa la so per certo, che se dovessi continuare così, non realizzerò ciò che voglio dalla mia vita.

E voi?

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Ps mi affascina tantissimo vedere quante cose si possono imparare, e quanto è bello capire la grandezza di alcuni, quando si intraprende il percorso di apprendimento..

Fonti:
Deviant Art ancora http://xxxnicolettexxx.deviantart.com/art/Objective-265063378

raccolta differenziata

Iniziamo il nuovo anno, con un pò di ecosostenibilità. Sicuramente è un modo di iniziare bene il nuovo anno, oppure male?

Ecco, a mio parere, la raccolta differenziata è una delle cose che sono fatte proprio male.

In informatica, è come se uno avesse fatto un mega-programmone-stra-efficiente, e poi l’interfaccia utente, si rivela essere una ciofeca per niente user-friendly. In letteratura è buttare le conclusione così a caso, insomma come se Dante avesse finito la Commedia con “e vissero felici e contenti”. Per la scienza è come se Neil Amstrong si fosse rifiutato di mettere piede sulla Luna, una volta raggiunta.

Perché fare la raccolta differenziata è così difficile?

Ci voglio provare, credo in un bene più grande, nel “bene collettivo” e nella sostenibilità a prescindere da scopi di lucro. E invece ogni volta faccio fatica, quando mi trovo in mano un barattolino da buttare.

Le mie domande sono:

1Ma perché è così difficile trovare la sigla all’interno di un prodotto? Alcune volte è solo in rilievo, altre è in carattere 2, altre si trova nascosta tra una scritta e l’altra, altre volte mi ritrovo la scritta “plastica” quando sto cercando tutt’altro.

2Trovata la sigla. Ma perché mi mettono 10 sigle (PE, PET, PVC, PP, PI, PS..) diverse per la stessa raccolta? Cosa mi importa di sapere se è Polipropilene o Polietilene? Non potevano essere più chiari su dove buttare le cose?

3Perché ogni posto fa come gli pare? In Università trovo la scritta “plastica e lattine” sui cestini mentre a casa devo buttare le lattine con il vetro -a 20 km di distanza-?m [Ok a questa domanda ho trovato risposta: vetro e le lattine vengono raccolti insieme per risparmiare contenitori, sia su strada che sul porta a porta, lasciando liberi così posti auto e ottimizzando i costi della raccolta. I materiali vengono poi separati negli appositi impianti di selezione che utilizzano delle semplici calamite industriali che separano i materiali ferrosi dal vetro] Perché per riciclare il Tetrapack devo andare su un sito internet e controllare se il mio comune è abilitato?

Poi non sono l’unico e sento persone che hanno mille dubbi, guardo i cestini della raccolta differenziata e c’è dentro di tutto. Per forza, uno per sapere cosa buttare e dove si deve fare una tesi di ricerca.

è la cosa che dovrebbe essere più facile al mondo, appunto perché la fanno tutti (o quasi), dovrebbe riuscire a farla anche un’analfabeta. E invece no.

Conclusione? Speriamo che in un futuro il sistema si adegui con degli standard un più logici, nel frattempo, a voi miei cari amici che non buttate le cose per terra, ma in un cestino, in bocca al lupo.

Ps: voi quest anno vi siete fatti dei buoni propositi per l’anno nuovo? O non va più di moda?

Io qualcuno me lo sono fatto, prometto che citerò le fonti seriamente e non ruberò più immagini da deviantart.com

FONTI: http://www.amiat.it/interno.cfm?SEZ_ID=13&SS_ID=40&PAG_ID=28 per il corsivo