Fred Roger

Ogni tanto mi capita di cercare qualche informazione su alcuni piccoli grandi personaggi ai quali ispirarsi, riflettere su di loro per trarre qualche insegnamento, e magari riportarvi qui le mie conclusioni.

Oggi vi voglio presentare uno dei pionieri del piccolo schermo, Fred Roger, ma ve lo descriverò in modo tutto mio.

Ho letto centinaia di commenti positivi riguardo a quest’uomo, nato nel 1928, ha lottato per una televisione che si prendesse il carico di insegnare qualcosa di importante ai bambini, non solo di spiattellare qualche cartone animato per tenerli occupati.

Nel 1953, dopo aver lavorato all’Nbc, ha scelto di abbandonare New York per un canale mai ancora andato in onda nella piccola Pittsburgh.

Ha lavorato per più di trent’anni in un programma live chiamato “Mister Rogers’ Neighborhood” dove presentava ciò che ricercava durante la giornata, ciò che poteva poteva essere utile per quelli che poi diventarono migliaia di bambini americani.

Non ha mai voluto essere protagonista, nonostante la sua parlata fosse semplice e chiara ed estremamente adatta ad un pubblico giovane, ha sempre preferito lavorare dietro le quinte per creare qualcosa di genuino e geniale.

Laureato in musica, ha cercato di trasformare in meglio la televisione prima che diventasse uno strumento per la vendita.

Ha sempre sostenuto che il miglior insegnante fosse colui che ama ciò che fa, e lo fa davanti ai propri studenti. Egli ha amato ospitare “vicini” nel proprio programma, mostrare come ci fossero così tanti modi per esprimere ciò che siamo e come ci sentiamo.

Promotore da sempre per l’ascolto in generale e soprattutto per le generazioni più giovani, ha dichiarato di avere imparato tantissimo da loro.

Non sono solo la sua naturalezza e la sua purezza ad avermi incuriosito, insieme alle sue parole e a quei pupazzi che si porta sempre dietro ad ogni intervista quasi come fosse un rito (c’è un motivo che non vi scriverò), ma anche una cosa che mi ha spinto a pensare.

Se solo ci fossero state più persone come lui, probabilmente la televisione non avrebbe raggiunto i livelli ai quali si aggira attualmente, in continuo peggioramento; probabilmente avremmo vissuto in un mondo un poco migliore.

Penso che al giorno d’oggi, dove i tempi corrono così tanto, dove le persone cambiano così spesso, dove l’età allontana così tanto una generazione dall’altra, ci sia sempre più bisogno di ricordarsi esempi come questo.

Amante del Jazz, è morto nel 2003 a 73 anni per un tumore allo stomaco.

Nonostante non sia mai cresciuto con le sue puntate, in qualche modo anche io ho avuto il mio Fred Rodger.

E ricordatevi, siate sempre dei buoni vicini.