vento

Oggi ho sentito qualcuno che mi chiamava.

Stavo uscendo dalla porta della biblioteca quando tutto ad un tratto il vento ha iniziato a parlare. Mi sono guardato bene intorno per controllare se ce l’avesse con qualcun altro, ma in realtà c’ero solo io nei dintorni.

Allora mi avvicino per sentire meglio cosa avesse da dirmi… non avevo mai notato che avesse una voce così piena e profonda. Di colui che ha viaggiato per terre sconosciute, conosciuto tesori nascosti e scoperto i segreti della vita.

E senza chiedere mi ha risucchiato nel passato, ai tramonti sull’Adriatico, al freddo di Helsinki e alle Isole del Giappone.

Perché vento è libero di partire e tornare, senza dover rendere conto a nessuno. Di infilarsi dolce dovunque. Si adatta ad ogni situazione, osserva lo scorrere del tempo e degli eventi rimanendo fiero e potente. All’occorrenza forte come roccia, veloce e tagliente a volte leggero come piuma.

E ripenso, mi sarebbe piaciuto essere vento.

Ma forse si può essere uomini, e somigliare a vento.

the_wind_rises_by_stephengarrett1019-d77h60uFONTI:
immagine (da vedere intera) http://stephengarrett1019.deviantart.com/art/The-Wind-Rises-435821502

addio 2011

Potevo lasciare questo -oramai vecchio- blog da solo, senza un pò di compagnia?

In fondo, tutta questa neve, e tutta questa solitudine non possono far così tanto bene.

Per cui chiudo quest’anno con due righe di dedica alla mia ragazza, prima di avventurarmi in questo misterioso 2012.

Vi auguro di trovare le risposte alla vostre domande, e ancor più importante, le domande che cercate insieme a un pizzico di serenità in più.

Una sonata di archi sparata in cuffia, un jet che viaggia alla velocità della luce, un sorso di sprite in piena estate.

Un pò di virtuosismo unito a un goccio di pazzia. Miles Davis e Louis Amstrong che duettano in un locale Jazz. Una grande vittoria in mezzo a più sconfitte come la battaglia di Canne per un Cartaginese. 

Un sapore che stuzzica il palato, il dolce connubio tra dolce salato che invade le papille gustative fino a farle tremare, un profumo che inebria e fa sballare.

Il tuo amore per me.

é gioia nel mio cuore. 

Grazie.

Vento ed estate

estate

Mi siedo sul balcone e guardo all’orizzionte. Mi pare di essere l’unico, in questa Milano semideserta, accarezzata dal vento. Vento di mare che mi riporta in spiaggia, un succo di frutta dopo il bagno, un castello di sabbia e una corsa sulla riva, fino al porto. Non trovo nuvole, solo un puntino lontano: un areo che passa di qui, chissà… Il vento mi sfiora la pelle, guardo intorno. Le finestre sono chiuse, tapparelle basse, non riesco a vedere se la signora del quarto piano è in casa, si quella con il balcone che sembra una giungla. Le foglie si lasciano trasportare dolcemente, il tutto è caratterizzato da una particolare armonia che sembra quasi cercata.

Nel frattempo il vento è diventato forte, rientro, chiudo le finestre e lo lascio fuori.

Tiro un sospiro. Sollevo il bicchiere di thè fresco che avevo lasciato lì poco prima, una specie di circonferenza macchia la mia scrivania.

Vento… libero di partire e tornare, senza dover rendere conto a nessuno. Di infilarsi dolce dovunque.  All’occorrenza forte come roccia, veloce e tagliente a volte leggero come piuma.

E penso, mi sarebbe piaciuto essere vento.