Città sulla Luna o niente

Miei cari amici, quest’oggi vi vorrei parlare con grande entusiasmo della Luna e di un film in particolare.

Si chiama “Lunarcy”, è un film un pò di nicchia che ho avuto la fortuna di vedere al Parco Sempione una sera d’estate, quindi spero di essere il primo ad avere il piacere di parlarvene.

“Non devi essere alto per vedere la Luna”

La Luna è il nostro fiore all’occhiello, è il pianeta più vicino, il primo oggetto là fuori che si osserva ad occhio nudo e con il primo binocolo.

Fin dall’antichità ha ispirato paura in fase di Eclisse, mistero ad esempio con la sua associazione alla magia, credenze come quella dei nostri contadini che studiavano le fasi Lunari per la semina e letteratura tra i tanti l’ Orlando furioso e il suo senno.

Poi c’è stato quel periodo dove tutti parlavano della Luna, dove c’è stata tutta quell’attenzione mediatica, tra il disastro dell’Apollo 13, la conquista dell’Apollo 9 e i missili da Cape Canaveral.

Per quelli che non c’erano come me è comunque abbastanza facile accedere a queste tasselli della storia, tra registrazioni della Nasa, ricorrenze, scrittori e naturalmente Internet. Quante generazioni di geek, quanto sogni della gente comune ha ispirato la nostra Luna…

Tra quelli mi ricordo il mio professore di Astronomia del Liceo mi raccontava del suo stupore il giorno che tutto è avvenuto in diretta, i quel lontano, ma neanche così tanto a pensarci bene 20 Luglio del 1969. “Io ero solo un ragazzino, ma mi ricordo bene. Eravamo lì, su un altro pianeta, vi rendete conto?”.

E tutt’ora la Luna continua ad ispirare tantissimi prodotti, raccogliere citazioni, anime come “I fratelli nello spazio” o videogiochi, per l’appunto “The Moon”.

Tuttavia oggigiorno non si sente più parlare tanto di Luna, forse di Marte visto che è un tema più attuale e sotto i riflettori. Ma ogni tanto credo sia giusto ricordare cosa sia la Luna, a parte un ammasso di rocce che vola sopra le nostre teste, magari perché no, con un film la cui visione scorre piacevolmente.

Tra tutti i personaggi, eccentrici è un eufemismo, Dennis Hope un signore che vende proprietà sulla Luna dal 1980 convinto di aver ricevuto l’autorizzazione degli Stati Uniti, Peter Kokh una vecchio signore che per più di venticinque anni ha continuato a pubblicare un manifesto su questioni lunari, mi ha colpito in particolare il protagonista, Christopher Carson.

La Luna è un luogo ostile, non è abbastanza grande da trattenere un’atmosfera come la nostra, non c’è acqua e la temperatura passa da una centinaia di gradi sotto 0 e sopra lo 0. Nonostante questo il suo personaggio non è soddisfatto di vivere da questa parte dell’ Universo e indirizza ogni suo sforzo per trovare il modo di partire e condurre la sua vita dove nessuno ha mai fatto prima.

“Una casa non è il posto dove non si nasce, ma il posto dove si va.” Afferma convinto e cosa è questa frase, se non una manifestazione del concetto di libertà?

Se Christopher può sembrare un personaggio con qualche rotella fuori posto, è invece a mio parere una significativa, anche se un pò estrema, rappresentazione dell’Uomo e dei suoi desideri. Pensate alle nostre origini, quanti nomadi, quanti pionieri che hanno lasciato la propria casa in cerca di avventura, di nuovi mondi e di nuove frontiere. Si potrebbe quindi dire che abbiamo ereditato geneticamente questo spirito di intraprendenza. E sono convinto che risiede in ognuno di noi, solo che alcune volte viene soppresso o nascosto per i rischi che comporta fare scelte radicali, per limiti sociali e bisogno di maggiore sicurezza.

Alla realtà di fatti è più facile che il mondo finisca domani, piuttosto che Christofer riesca anche solo a mettere piede sulla Luna. Ma non è forse credere con tutto il suo spirito nella Luna che fa di quest’uomo un piccolo grande uomo? Non è forse inseguire i propri sogni senza limiti e colmi di speranza che fa della sua vita una vita che vale la pena di di vivere?

Tutto questo per ritrovare sé stessi in un posto familiare, confortevole e potersi sentire parte di qualcosa.

“Tutti noi abbiamo bisogno di un sogno. Mangiamo, beviamo e dormiamo. Se la nostra esistenza si dovesse limitare a questo, sarebbe non poco superficiale.”

lunarcy_02

FONTI:
immagine: http://4.bp.blogspot.com/-CuZARHIQQ00/UBhW02UF4FI/AAAAAAAADh8/y3ZuhFO93Mg/s1600/lunarcy_02.jpg
film in streaming in inglese: http://fastvideo.in/be4n6c0bdot3
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cose da fare prima di lasciare questo mondo

Una piccola grande lista. Naturalmente in continuo aggiornamento.

Visitare il deserto di Paranal!

Innamorarsi del mio lavoro

Finire una caramella gommosa senza masticarla

Vincere un buon contest di popping

Uplodare su Youtube un video con almeno 5000 visualizzazioni

Finire come si deve Final Fantasy VII (ai suoi tempi lo giocai in inglese)

Imparare a cucinare bene il Sushi

Sentirmi realizzato per aver realizzato un mio progetto

Imparare ad osservare lo Spazio o andarci direttamente. Ok, facciamo che inizio con la prima

Imparare a fotografare bene

Tornare nei boschi del Trentino

Rendere orgogliosa la mia famiglia

Imparare a rispondere male a quelli che mi dicono qualcosa sulla mia altezza, intendo non tutti, se no me la dovrei prendere con il genere umano, ad esempio con quelli “ti sto lontano perché sei alto”

Nessun desiderio di soldi, nessun desiderio di fama. Non sono molto tagliato per queste cose. Alla fine sono uno della scuola ” sei quello che sei e non quello hai” quelle persone noiose che certe volte si chiedono “ehi, ma questa cosa è giusta?” e che sono stra fortunate in amore.

ps ma che diavolo significa questa vita? So solo che mi va di fare queste cose, nel frattempo che trovo una risposta a questa domanda.

Fonti
http://it.wikipedia.org/wiki/Osservatorio_del_Paranal per il Very Large Telescope

Astronomia + milano

Qualche giorno fa ho vissuto un momento speciale e lo scrivo qui, un po’ per ricordarmelo un po’ per condividerlo.

Ricollegandomi a questo discorso e a questo, ma non solo, mi è successa una cosa che mi ha fatto veramente sorridere. Al ritorno dall’Università, mentre mi dirigo verso il treno, chino la testa per passare sotto il solito albero, quello dove passo da tre anni e mezzo a questa parte cinque volte a settimana.

Quando sto per superare “l’ostacolo” sento la ragazza colombiana con la quale camminavo, che mi parla

ohhh ma che beloo

un attimo di pausa

sono nuove queste!

alzo la testa e la vedo accarezzare le foglie, che prima non avevo notato. E’ lì ferma, quasi per salutarle, poi le guardo bene da vicino: in effetti sono bellissime, di un verde vivace e profumato. E lei incantata a contemplare quei ricchi rami mentre io la osservo e mi godo il momento, un momento rarissimo.

Stiamo lì un paio di minuti, un paio di minuti che sono un eternità per questa Milano dove poco prima non faccio in tempo ad alzarmi finita la lezione che la classe è già svuotata.

Talvolta anche io, che pur mi ritengo attento a queste cose, cado in fallo, probabilmente per il contesto che mi circonda ed influenza. Ergo, ho deciso di dedicare del tempo ad osservare seriamente il cielo, ma chissenefrega penserete! E in effetti è vero, però se vorrete prendere spunto queste parole resteranno qui scritte, “internet è per sempre” dicono i più saggi.

 

Astronomia

L’astronomia.

Non si usa come argomento di discussione -al di fuori di gruppi specifici- non è molto conosciuta -se ne parla poco nei mezzi di diffusione delle informazioni più seguiti come televisione o “facebook”-  e non ha una posizione rilevante all’interno del percorso formativo obbligato di un individuo -si tratta solo per un semestre e solo in alcuni licei- In pratica è una conoscenza riservata ad un elite di persone, una di quelle cose che, se non imbocchi la via giusta, se non prendi la giusta rivista o non visiti il giusto sito ne sentirai parlare poco o nulla.

Non sono un astrofilo e neanche uno che ne sappia più di tanto, per ora, però mi piace dire la mia, soprattutto qui.

È incredibilmente affascinante, la conoscenza di questa materia.

Per quanto le altre scienze siano altrettanto nobili, trovo che siano “limitanti” rispetto a quest’ultima. Ad esempio, prendete la biologia, essa guarda agli esseri viventi. Ma l’astronomia non è matematica che è strumento (oltre che ricerca pura), né geologia che ci aiuta a capire i fenomeni terrestri, né chimica che guarda la composizione particolare è invece la scienza che si basa su altre ma che ci spinge a guardare al di fuori di noi stessi e del nostro mondo, la scienza che più si avvicina alla metafisica e al significato delle cose.

È infatti tramite questa e la scoperta delle radiazioni di fondo che siamo arrivati a capire le origini dell’ Universo più di dieci miliardi di anni fa ed è lo studio della Galassia e dei corpi celesti mi fa sentire parte di qualcosa di più grande: io vengo dalle stelle e sono parte di un Universo incredibile, un caso fortunato di un pianeta che possiede gli ingredienti per sviluppare la vita.

Che non si limita alla mia giornata di studio, al mio prato di casa, a tutti i miei sentimenti che sono COSì importanti e COSì significativi. Ma ad essere connesso, essere parte di un flusso, di un qualcosa di infinito.

Questo mi spinge ad aspirare alle stelle e a superare i miei limiti con tutte le mie forze. Tecnicamente è questo che diceva il caro Buzz.

Ricordo il fascino di una serata trascorsa ad osservare la sfera celeste con un telescopio a casa di mio zio, montare il filtro più adatto, configurare azimut e altezza, e via qualche minuto di esposizione per captare luce, quella luce libera che viaggia a centinaia di migliaia  di kilometri al secondo, che ci mostra ammassi di galassie vicine e le foto di come erano 500 milioni di anni fa gli ammassi lontani.

Talvolta siamo così impegnati a pensare a noi stessi che non abbiamo neanche il tempo di guardare in alto, di goderci la nostra strada, di capire.

Non ho mai più passato una sera come quella, da quel lontano giorno. Però conto di farlo, a breve, per ora mi sto preparando con la teoria, con i passi che ogni giorno l’astronomia compie: sono i gradini della conoscenza e della completezza dell’essere umano.

Fonti: