ricordi: una questione seria

Miei cari amici, sono molto confuso riguardo ai ricordi.

Tempo fa scrivevo così:

“sono dei veri proprio inneschi, che causano esplosioni di sentimenti, sono come le chiavi di porte nascoste, che una volta aperte ti travolgono senza poter fare niente. Si esce dalla realtà in cui si è per cambiare prospettiva, per un attimo.”

E di questi ricordi riaffiorati grazie a parole, profumi, note particolari, mi ero stupito. Ma è anche vero che si può accedere a un ricordo anche semplicemente ricercandolo nella propria memoria.

“Tutto quello che avete fatto, ogni sacrificio, ogni volta che avete stretto i denti e che siete inciampati, pesa sulle vostre gambe, sulla vostra mente e sulle vostre braccia. è sufficiente? Forse avreste dovuto raccogliere il rametto di quel bosco, fare qualche fotografia in più. Ma alla fine non si può vivere del passato, il vostro zaino peserà sempre di più: se esagerate a portarvi dietro troppe cose, la salita sarà più difficile. Quindi? Non so, forse però quello zaino non serve a molto, conta solo il ricordo positivo di quella signora che vi ha accolto, quella fredda sera”

Il problema è questo: non solo gli anni passano e quello zaino diventa sempre più pesante e i vecchi si perdono per lasciare spazi a nuovi apparentemente senza alcun potere di decisione. Ma anche la vita scorre senza pause, trasformando qualunque instante in “ricordo”. Se per approssimazione la vita umana si potesse descrivere come una serie più o meno lunga di ricordi, quanto sarebbe più importante un ricordo lontano di uno recente?

E allora forse la questione è molto più seria e non trascurabile di quanto pensassi; magari esiste una prassi per gestire la memoria degli eventi, un modo per etichettarli, ritirarli fuori ogni tanto, come conoscenza conservata in un’ordinata libreria.

E per voi quanto conta aver letto un libro se a malapena si riesce a ricordare la trama principale? Se invece ci fosse una persona che riuscisse a descrivere tutti i dettagli di quel libro, non pensereste forse che ne ha saputo trarre miglior profitto? Chi possiede questa capacità di ritirare fuori emozioni è un passo in avanti, perché può sentirsi Vivo, in qualunque condizione. Può ritrovare conforto in una situazione spiacevole, avere a portata di mano la propria storia e le esperienze vissute.

Ogni momento vissuto rimane un pezzo di noi stessi, è quindi giusto cercare di dimenticare, ad esempio cancellando delle foto, che sia doloroso o piacevole? E’ meglio lasciare le cose al caso? Oppure ricalcare quei ricordi come un vecchio scontrino le cui scritte stanno via via scomparendo. Perché tra quei ricordi, soprattutto tra i più lontani, c’è chi adesso è una persona completamente differente o vive chi adesso non è più in questo mondo.

Cosa fare quando, dopo tanto tempo, si incontra una persona dei ricordi dal vero? E’ meglio trattarsi da sconosciuti, come in effetti si è diventati, o è invece meglio ricordare il passato e sorridere complici? Sicuramente è difficile rapportarsi dal momento che ognuno ha metabolizzato il passato in modo diverso e nel frattempo si sono accumulati anni di mezzo.

Cosa distingue ragazza/amici dei ricordi e quelli di adesso? Non solo che quelli di adesso sono ricordi recenti, ma soprattutto che si può pensare di rivivere qualcosa di molto simile a quei ricordi, presto o tardi che sia, mentre chi sta nel lontano passato non tornerà mai indietro.

E’ la fine a rendere la danza di quel fiore di ciliegio meravigliosa? Per questo c’è sempre un limite al troppo.

E’ la paura di dimenticare quella danza a far sperare che non tocchi mai terra? Per questo la ricerca dell’Amore eterno, degli amici che non tradiscono mai, dell’arte che perdura nei secoli.

Dannazione. A sto giro vi toccano solo domande.. Meglio non vivere nel passato a mio parere, ma neanche dimenticare la propria storia. Ammesso che ci sia un limite, quanto bisogna guardare indietro per procedere?

E se fino ad adesso avessi sbagliato a gestire il passato..

memories_by_thenightshedied

Immagine: TheNightSheDied http://www.deviantart.com/art/memories-59562410
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la grandezza del passato, l’ispirazione dei presenti

Questa volta si parla di grandi e di ispirazione.

Siamo negli anni ’50 quando quest’ individuo, un certo Gene Kelly, muove i suoi passi durante una sera di pioggia. L’amore, la pioggia con la voce e i passi di quest’uomo fanno di questo video un video speciale, e di questa canzone una canzone che risuonerà ancora e ancora in tutto il mondo. Il perché lo lascio spiegare a lui..

Qualche anno prima invece Fred Astaire ballava sulle note di “Puttin on The Ritz” con una precisione e una tecnica letteralmente incredibili.

Le cose che credo di aver imparato sono due.

La prima è che non c’è niente di nuovo, c’è sempre qualcosa di ispirato. Ogni nuovo stile che nasce con i suoi passi prende e adatta. Questo funziona per la musica: il Gosphel, Suol, Jazz, Funky, Disco, New jack swing, Hip Hop, RnB.. Ma anche per la filosofia per la psicologia per la letteratura e poi per il cinema e potrei continuare con una lista lunghissima.

Vi faccio un piccolo esempio, in tanti hanno visto questo video:

Ma quanti di loro sanno che sessant’anni prima succedeva questo?

La seconda è che bisogna sempre essere riconoscenti ai grandi della storia. E’ grazie a loro che possiamo coltivare la nostra passione, che possiamo prendere forza dalla loro energia e trasmetterla a nostro modo. Prendere le loro conoscenze e le loro sperimentazioni e provare a spingerci sempre oltre. Poi ogni tanto il destino fa uno scherzo, e nascono grandi Artisti come Michael Jackson o grandi menti come Margherita Hack.

L’argomento è vastissimo, ci sarebbero moltissime cose da dire, magari lo riprenderò più avanti, chi lo sa? Ultima cosa importante: non bisogna mai dimenticarsi che però ci sono piccole grandi storie, che cambiano il mondo e lo migliorano, e lo fanno di nascosto, con piccoli passi, in questo caso, di tap dance.