La direzione giusta

Arrivare a trovare il posto di lavoro che cercavo in Giappone, è stato il mio più grande exploit. E a parte ciò che c’è di guadagnato e perso, è stata una radicale lezione di vita: anche se si pensa fuori dagli schemi, ogni cosa è possibile se si ha un buon supporto e una grande passione.

E quando si ha coronato un grande obiettivo cosa fare? Se ne riscopre un’altro? Se sì, c’è un periodo di incubazione? Oppure è solo ispirazione fulminea?

Per qualcuno potrebbe essere sufficiente raggiungere una grande meta. Ma per me, non funziona così. Un odioso meccanismo prende il sopravvento e mi costringere a ridimensionare ogni successo e a ripensare la mia vita da capo, despota dall’occhio severo attraverso il quale giudico la mia persona.

E se dovessi rimanere fermo rischierei di perdere ogni giorno qualcosa: si dimentica un pezzo di sè stessi, una nozione, o una buona abitudine. Mentre invece, per controbilanciare questa perdita, è necessario muoversi nella direzione dove si può crescere in esperienza, conoscenza, personalità. Inseguiti da una profonda voragine che risucchia gran parte di quello che si ha costruito.

Ed ecco che entra in gioco il lavoro che occupa la maggior parte del tempo di un individuo, è come un forte flusso che decide al posto nostro dove trovarsi, quando, per quanto a lungo.

E può capitare di trovarsi ad “ammazzare il tempo” perché si è limitati da alcuni vincoli esterni, e ci si ritrova curando slide, oppure allungando dei lavori per cui si potrebbe impiegare meno, insomma facendo delle cose che non credo siano nella direzione di cui parlavo.

E questa cosa mi ha fatto paura. Fossero solo dieci minuti, non è forse tempo perso? Quante cose potete perdere in dieci minuti? Una telefonata con un caro amico, un bacio lungo un’infinità, o un post scritto in tempo record.

E allora dal momento che quei dieci minuti sono retribuiti, ogni cosa va bene? E se dovessero diventare un’ora? O cinque ore a settimana?

E se quella voragine finisse per raggiungerti? è da lì che inizia il decadimento.

E mi sono sentito come un tonfo nel cuore, il tempo che si ferma e poi silenzio. E ho avvertito quella presenza..

è stato lo shinkansen a spezzare il silenzio.

 

vector_signboard_by_tariqelamine

Miei cari amici, spero di non avervi spaventato. Andate anche voi di fretta? Oppure siete convinti che basti camminare per la strada giusta. Avete presente qual è per voi la direzione giusta?

IMMAGINE: http://tariqelamine.deviantart.com/art/Vector-SignBoard-91851898

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...