inutilità e indifferenza

Miei cari amici, è lungo tempo che non vi racconto qualche storia. Però in questo periodo è veramente difficile: sebbene mi sia liberato di ogni impegno in attesa di entrare nel mondo del lavoro Giapponese e abbia una marea di cose che mi frullano per la testa, non riesco a trarre uno strascico di conclusione. Quando sembro essere arrivato ad una plausibile soluzione, prima che possa afferrarla mi si presenta davanti l’esatto opposto.

E poi finisco sempre per dirmi, ma è utile? Di cercare il giusto e il sbagliato quando sono concetti relativi, di capire il motivo di questa vita quando neanche magari esiste, di farmi domande quando domani potrebbe finire tutto. Di recente ho avuto l’occasione di leggere una manciata di commenti riguardo all’attenzione mediatica che ha ricevuto la Francia rispetto ad altri Paesi, le morti di Lo Porto o Solesin. Tutti a scannarsi per poi che cosa? Come per cercare lasciare traccia di sé senza rendersi conto che si tratta di sputare nell’oceano, per lo più su temi che non fanno differenza.

Non conosco le persone degli attentati in Nigeria, Francia e tanto meno in Libano. Sperare, commuoversi, cosa cambia? Il giorno prima ci siamo, quello dopo tutto finisce. La consapevolezza che tutto sia inevitabilmente determinato resta sempre di sottofondo, come quel rumore del ventilatore in estate. E di quel ventilatore ogni tanto ci si ricorda, quando si legge il libro che poi si dimenticherà, si esce con chi presto o tardi scomparirà, si impara una cosa per poi abbandonarla e passare ad un’altra.

Forse sarebbe meglio dedicarsi solo ad un paio di cose e farle per sempre. Come amare una persona, rileggere sempre lo stesso libro a distanza di tempo, specializzarsi in una materia. In questo modo, si possono trarre le maggiori soddisfazioni e ci si può avvicinare a una bozza di infinito. D’altra parte non sopporto il non-cambiamento, perché va contro stile di vita e concetto di evoluzione che ho fatto parte di me da molto tempo, per non contare quando le circostanze hanno fatto la differenza la posto mio. Ecco vedete? Ancora nessuna conclusione.

Potreste dire che sono passivo ed insensibile. Può darsi, però ho sempre vissuto cercando di plasmare quello che mi circonda con queste mani, e raggiunto un buon livello in N cose estremamente utili per poi cambiare. E quando comunque volevo continuare, mi sono trovato delle porte chiuse.

E allora mi chiedo se tutto quello sputare non sia solo un modo per passare il tempo libero, o dimenticarsi di questa esistenza provvisoria.. Di sicuro Tokyo mi ha cambiato in questo anno e mezzo. Con questo concentrato di umanità, perversione, difficoltà, è un mondo a parte che mi ha regalato innumerevoli emozioni e mi ha mostrato cose che non avrei mai pensato potessero esistere. Ma si è preso qualcosa in cambio.

Tokyo Tower

è sì, alla fine tutte le strade portano a Tokyo. Farò comunque in modo che questo cambiamento sia solo una fase provvisoria, un momento per vedere le cose in modo un pò distaccato per poi tornare a vivere con una nuova consapevolezza, per quanto stupido e provvisorio possa sembrare. E alla fine, vedremo chi avrà la meglio, cara maledetta Tokyo.

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