vento

Oggi ho sentito qualcuno che mi chiamava.

Stavo uscendo dalla porta della biblioteca quando tutto ad un tratto il vento ha iniziato a parlare. Mi sono guardato bene intorno per controllare se ce l’avesse con qualcun altro, ma in realtà c’ero solo io nei dintorni.

Allora mi avvicino per sentire meglio cosa avesse da dirmi… non avevo mai notato che avesse una voce così piena e profonda. Di colui che ha viaggiato per terre sconosciute, conosciuto tesori nascosti e scoperto i segreti della vita.

E senza chiedere mi ha risucchiato nel passato, ai tramonti sull’Adriatico, al freddo di Helsinki e alle Isole del Giappone.

Perché vento è libero di partire e tornare, senza dover rendere conto a nessuno. Di infilarsi dolce dovunque. Si adatta ad ogni situazione, osserva lo scorrere del tempo e degli eventi rimanendo fiero e potente. All’occorrenza forte come roccia, veloce e tagliente a volte leggero come piuma.

E ripenso, mi sarebbe piaciuto essere vento.

Ma forse si può essere uomini, e somigliare a vento.

the_wind_rises_by_stephengarrett1019-d77h60uFONTI:
immagine (da vedere intera) http://stephengarrett1019.deviantart.com/art/The-Wind-Rises-435821502
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