Gli opposti del Giappone

Dopo due mesi in Giappone mi piacerebbe raccontarvi perché io penso che sia un posto così speciale per me. Tra tutte le cose che mi sono piaciute, e quelle che non mi sono piaciute, posso confermare che una gran parte del mio interesse deriva dal fatto che gli opposti estremi convivono. Qualunque cosa è sia bianca che nera allo stesso momento.

Per la mia mentalità da occidentale questo concetto è tanto complicato quanto interessante.

Nonostante l’istruzione orientale insegni ad eseguire più che a pensare, cavoli date in mano una penna colorata ad un giapponese e vedrete che può creare delle cose assolutamente originali.

Questo aspetto della cultura si riflette sulla società che da una parte è composta di perfetti esecutori, persone che sanno già il lavoro che faranno un anno prima di finire l’Università e che organizzano la propria vita e i propri viaggi nei minimi dettagli, ma anche persone che si sanno divertire, che sanno improvvisare e sanno creare.

E così la società è costruita unendo un’ estrema attenzione nel preservare la propria cultura, infatti, al contrario di altri Paesi dell’Asia, si sono conservati i luoghi di culto, ma anche nel guardare al futuro costruendo palazzi super alti, abbracciando la tecnologia e cercando idee innovative.

Lo stesso vale per l’estrema timidezza di queste persone che poi però leggono fumetti osé in metropolitana come se niente fosse, la difficoltà nel trovare un cestino per strada, ma anche di trovare un rifiuto, l’estrema ammirazione per l’occidentale, e la diffidenza nei suoi confronti.

E lo stesso vale per le ragazze: “Guarda, non sono lesbica, ma preferisco le donne agli uomini” oppure “Si non è che non mi piaci, però non è neanche che mi piaci”.

Così la moneta non cade mai da una parte, ma rimane sempre di taglio.

Di recente ho visto un cielo così. Se guardavo verso gli opposti riuscivo a percepire chiaramente la divisione. Da una parte il tramonto colora di arancione l’orizzonte portando consapevolezza e fatica, dall’altra il blu diventa nero celando i segreti e stimolando il riposo. Ma se mi chiedevo dove inizia una parte e finisce l’altra, non riuscivo a rispondere, perché quel cielo è perfettamente sfumato, quasi a non voler lasciare traccia di cambiamento.

Questo mi fa pensare su come ho vissuto ventiquattro anni della mia vita, cercando di trovare la fine di una strada, di perseverare in una condizione di testa o croce, di dare titoli alle persone, usando “quindi” e piantando paletti.

E così ci ricasco, di nuovo a cercare a un giusto ed uno sbagliato, quando alla fine poi, le cose funzionano così, l’amore si alterna all’indifferenza, le amicizie vanno e vengono, le idee ed i pensieri mutano in cicli come fanno i pianeti che raggiungono due punti opposti di una stessa ellisse.

La conclusione di questo post? Indovinate un po’, non c’è!

Sky__by_toxictwo

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